AyŞeCaN OrHaN
Silvia bizde seni çok seviyoruz ve özlüyoruz. Gözlerim hep yolda Silvia bir an önce gel… <3 <3 <3 <3 <3 <3
Silvia bizde seni çok seviyoruz ve özlüyoruz. Gözlerim hep yolda Silvia bir an önce gel… <3 <3 <3 <3 <3 <3
Silviaaa <3 . Seni , herkesi öyle çok özledim kii . Gelmeye çalış ve mutlaka haberimiz olsun. Seni çok seviyorum unutma bizi . (NURAY ÇANKAYA) 
:)
Benim icin, gercekte, hala cocuklarin siniz! Ama siz buyudunuz, ben de! Ben yasli oldum ;)
Nasil yapacagiz? Bizim kalpimizim hala yakin devam ediyorlar..cok onemli ve romantik bir sey!
Size gormeyi gelmek cok istiyorum: hep beraber randevu yapar, pic nic yapar.. :’(!
Ne zaman? Ne zaman bilmem hala ama gelecek yil gelmeyi calisirim. Belki Gaye aralik’ta orada olacak, belki ben de gelebirim Noel tatil icinde.
Bilmem ama bunun icin calisiyorum.
Cokcuklar, insanlar, dostum, herkerler ve bayanlar…COK COK OZLEDIM SIZi.
Siz, hep beraber, benim icin dunya’da en guzel ciceksiniz, en guzel hediye, en sicak kalpinsiniz, en onemli surpris hayatta unutmk imkansiz.
Kendinize iyi bakin…optum…COK!
3-4 yıl ne çabuk geçti değil mi ? Başta silvia olmak üzere sizleri çok özledim. Bakıyorumda ne çabuk büyümüşüz. Ne kadar değişmişiz sadece 3-4 yıl içinde özlemimiz ne kadar birikmiş. Silvia iyiki bilgisayar var bu sayede ne mutlu bize ki birbirimizden kopmuyoruz ve ne mutlu bize ki aradan yıllar geçse bile kalplerimiz bir arada bu beni çok mutlu ediyor. Sizleri çok seviyorum. Aradan kaç yıl geçerse geçsin birbirimizi hiç unutmayalım. Sİzleri çok seviyorum..
AyŞeCaN OrHaNnN..
Silviya Will you come to Ankara to miss you so much?
BEN: Ayşecan ORHAN
TARİH:21 Temmuz 2011
SAAT:01:13 (gece)
1
Era stato difficile incontrare il giusto e tenerlo.
Quando decise che lo aveva trovato, ancora una volta la situazione precipitò per circostanze drammatiche.
Lui fu arrestato per un errore giudiziario, ma ormai la marcia era ingranata e tirarlo fuori dal carcere non sarebbe stato così semplice.
Passarono più di due mesi e Chiara si ritrovò immersa nei sentimenti più disparati: dall’amore totale e devoto all’ansia di fuggir via da quell’incubo.
In quei giorni d’ansia rivide un amico di vecchia data, quegli amici che si definiscono “stretti”. Con lui se la intendevano: politica, morale, società, etica, cultura, cinema, libri, insomma un po’ di tutto. Potevano trascorrere due o tre giorni parlando e diventando sempre più intimi, per poi non rivedersi per mesi.
Quel genere di amicizia, lontana, non le dispiaceva e quell’ultimo incontro, avvenuto in un momento di vulnerabilità per entrambi, distrasse Chiara dalla situazione drammatica che stava vivendo e una volta a casa si accorse che era difficile ripristinare l’onda di coinvolgimento verso lo sfortunato detenuto. Magari era solo un pretesto, una via di fuga da quella vicenda appena iniziata e già così pesante. Così, come una radio mal sintonizzata, ritornò a casa frastornata, agitata da mille pensieri.
Ritornarono a tormentarla i fantasmi di sempre, l’insicurezza e la relatività. Si interrogò nuovamente su cosa fosse l’amore e in cosa dovesse concretarsi e perché dovesse essere univoco e l’essere umano monogamo. Il suo carattere non le consentiva di andarci piano, di prenderla alla leggera e in un attimo si sentì persa. Poteva rispondere, in parte, alle domande che si era appena poste, però continuava a non capire del tutto le scelte che la vita proponeva, le strade che indirizzano a quella o questa stazione d’arrivo.
Eppure la situazione era già passata, svanita, non si sarebbe dato l’errore che temeva. Era già tutto finito. L’amico incontrato, il sentimento provato, l’attrazione era partita e anche lui. Tutto ritornava sui binari, ripercorreva la via indicata, il percorso obbligato e Chiara sentiva già salire il senso di colpa. Aveva un senso di lealtà e di rigore assurdi che non le consentivano passi falsi, seppur mentali.
Qualcuno le diceva che non sapeva distinguere la gamma di grigi tra il bianco e il nero, che era troppo rigida su certe questioni e che avrebbe dovuto imparare a non vedere le cose solo da un certo punto di vista.
Forse l’elasticità le mancava, pensava, anche se non ne era affatto convinta. Si reputava senz’altro una giovane donna moderna, al passo coi tempi e sempre pronta ad adattarsi ad un sacco a pelo. Non era questa l’elasticità di cui parlavano gli altri? Era questo che intendevano per bianco o nero? Forse chi distingueva tra la gamma di grigi sapeva discutere con distacco delle questioni strategico-politiche che avevano guidato gli Stati Uniti fino in Iraq ma Chiara non ci riusciva. Non poteva essere elastica in questi casi, non poteva essere obiettiva, perché l’unica verità secondo lei era che i signori della guerra avevano trovato un’altra opportunità di guadagno e i governi di tutto il mondo avallavano la distruzione e l’omicidio. No, non riusciva a rilassarsi su determinate questioni.
A volte però si rendeva conto di quanto fossero illimitate le combinazioni dell’universo e allora veniva stesa dal sapere, così immenso da non poterlo contrastare, così articolato che la sua mente non riusciva nemmeno ad immaginare la metà delle soluzioni possibili.
Ripensando alla natura dell’amore le sembrava un mistero insondabile dell’essere che non le era dato sapere. Interrogarsi più di tanto non serviva. Secondo un detto zen che aveva imparato a memoria, non esiste uomo più stupido di colui che cerca di risolvere un problema che non ha soluzione e, anche se lei era una donna, preferiva lasciare l’enigma irrisolto.
this is istanbul
YOU ARE ROSE
I AM GAMZE
Plevne Ilkogretim Okulu - Sincan, Ankara (Turchia)
Making pasta at Gaye’s. These are the most famous Comenius teachers!! :D